Mission

La filosofia che muove la nostra associazione è di mettere in comunicazione la società civile con il problema della devianza che genera la necessità del carcere.

In estrema sintesi, vogliamo qui affermare che abbiamo la pretesa di compiere un’opera sociale nel senso che non ci accontentiamo di occuparci solamente alla persona detenuta ma abbiamo la pretesa di far sì che il carcere diventi una parte della società civile e non, come spesso accade, sia considerato il posto dove vengono rinchiusi “i mostri”.

Tentiamo di far capire alla gente, ed agli studenti in particolare, che il carcere è luogo di sofferenza e che il detenuto non va abbandonato a se stesso non fosse per altra ragione che, alla fine, tornerà a pieno titolo, anche se con qualche problema in più, nella nostra società.

Abbiamo intenzione di far capire che se il nostro carcere accoglie un 70% di detenuti extra comunitari, non è perché a Vicenza si sono dati appuntamento i peggiori individui dei Paesi a noi vicini, ma perché è affrontata col carcere un’emergenza sociale che non siamo in grado, o non vogliamo, affrontare in altre maniere.

Vogliamo dimostrare ai giovani, dando loro la possibilità di rendersene conto di persona, che nel carcere finiscono in genere le persone più “povere”, intendendo con ciò non solamente quelle sprovviste di consistenti risorse economiche, ma anche culturali, famigliari di studio e di occasioni di vita.

I grandi criminali, quelli che con i loro crimini solleticano ed indirizzano la pubblica opinione, sono una minoranza esigua, statisticamente irrilevante, della popolazione carceraria; la stragrande maggioranza è fatta di individui che, qualora il carcere fosse veramente quel luogo di espiazione ma anche di rieducazione che si vorrebbe fosse, potrebbero essere recuperati nel tessuto sociale di una società sana.

Ma è noto che le cose non stanno così.

Vorremmo dire altre cose, ma non ci sembra il caso di dilungarci.

Per queste ragioni, gli incontri sporadici che qualche insegnante ci chiamava a fare sono diventati corsi di “Educazione alla legalità” trasformatisi poi in più completi corsi di “Potenziamento delle competenze di cittadinanza attiva”.

Proposti dapprima per offrire un’opportunità a coloro che partecipavano a “Carcere & Scuola” di poter raggiungere il numero di ore necessario al conseguimento di un credito formativo, si sono successivamente strutturati in un servizio reso a tutte le scuole di  ogni ordine e grado che ce ne fanno richiesta.

Lo scorso anno li abbiamo organizzati coinvolgendo magistrati, Carabinieri, Polizia di Stato e Penitenziaria, Guardia di Finanza, Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Verona e Vicenza, altre associazioni di volontariato carcerario e non, cooperative che danno lavoro a detenuti ed ex detenuti, detenuti stessi ed avvocati.

Il fine ultimo è quello di far comprendere ai giovani quanto il rispetto delle REGOLE sia indispensabile per la civile convivenza e per la pace.

La prima cosa cui puntiamo con tutte le nostre forze è l’educazione dei giovani per cercare di diminuire la necessità del ricorso al carcere.

Cercheremo di potenziare al massimo la nostra proposta e tenteremo di coinvolgere il maggior numero di realtà educative possibile, compatibilmente con le nostre forze.

 

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