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Progetto Carcere 663. ACTA NON VERBA
aggiornamento dal 14 maggio al 28 maggio PDF  | Stampa |  E-mail

28 maggio: conclusione del faticosissimo progetto “Percorsi didattici nelle scuole” in collaborazione con la scuola Seghetti – Liceo Sportivo che aveva il titolo “LO SPORT COME POSSIBILE MOTORE DI EDUCAZIONE ALL’IMPEGNO E ALLA SOLIDARIETA’”.

Hanno portato il loro contributo due importanti personaggi: il dott. Federico Schena della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona e il presidente dell’Associazione Calciatori Damiano Tommasi, indimenticato campione di calcio (e non solo).

Vasta la partecipazione e molta attenzione alle comunicazioni dei relatori.

Interesse ha suscitato anche la presentazione del libro e le nostre dichiarazioni in merito alla collaborazione col carcere riprese da entrambe le testate giornalistiche locali: l’Arena e il Corriere di Verona.


27 maggio: assemblea straordinaria di PC663.

All’ordine del giorno due argomenti importantissimi:

> approvazione delibera C. D. del 6 maggio (approvata all’unanimità);

> variazioni dello statuto.

Riportiamo in altra sezione lo statuto modificato evidenziando le modifiche apportate.


27 maggio: il libro “Studenti in carcere 4” è finalmente pronto ed in grado di poter essere degnamente presentato all’indomani nel corso del convegno.


22 maggio: in mezzo a tante miserie la soddisfazione di essere chiamati per concludere il nostro ciclo formativo alla scuola delle Canossiane per un incontro con le classi prime.

Viene proiettato il film “Sweet sixteen” di Ken Loach cui segue un partecipato ed animato dibattito.

14 maggio: incontro in Fondazione Cariverona per vedere se è possibile fare ancora qualche cosa con il corso di pasticceria ora che la nostra collaborazione con l’interno del carcere è cessato.

Alla luce di quanto accaduto in seguito, si è trattato solamente di un incontro di circostanza: ben altre decisioni erano già state prese alle nostre spalle e, naturalmente, non ci hanno minimamente favorito.

 

 
lettera ai responsabili PDF  | Stampa |  E-mail

Questa invece è la lettera inviata a chi dovrebbe preoccuparsi per la nostra decisione.

AL SIG. MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

DOTT. ONOREVOLE ANDREA ORLANDO

AL CAPO DIPARTIMENTO AMM.NE PENITENZIARIA

DOTT. GIOVANNI TAMBURINO

AL DIRETTORE GENERALE D.A.P.

DIREZ. GEN.LE DETENUTI E TRATTAMENTO

DOTT. CALOGERO PISCITELLO

AL CAPO UFFICIO OSSERVAZIONE E TRATTAMENTO

DOTT. IMMACOLATA CECCONI

AL PROVVEDITORE REG.LE VENETO AMM.NE PEN.

DOTT. PIETRO BUFFA

AL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA VERONA

DOTT. LORENZA OMARCHI

AL GARANTE DIRITTI DETENUTI

COMUNE DI VERONA

DOTT. MARGHERITA FORESTAN

ALLA FONDAZIONE CASSA RISPRMIO VR, VI BL E AN

AL REFERENTE PROGETTO ESODO VR

DOTT. MICHELE RIGHETTI

Siamo veramente dispiaciuti nell’inviarvi l’allegata nota con la quale, da parte della nostra associazione, sono sospesi i rapporti col Carcere di Verona.

Come il Magistrato di Sorveglianza e il PRAP già sanno, abbiamo da qualche tempo manifestato le nostre perplessità in merito al continuo rifiuto di proposte di attività a favore della popolazione detenuta.

In barba alle circolari ministeriali ed alle disposizioni che parlano di “incremento dell’attività sportiva” e di “saturazione delle attività”, nell’ultimo anno ci è stato negato qualsiasi intervento.

La situazione è precipitata con il tentativo di organizzare un corso di pasticceria nell’ambito del ben collaudato Progetto Esodo.

Non solo siamo stati messi nella condizione di dover pensare ad un corso senza la possibilità di utilizzare le nostre attrezzature peraltro acquisite, negli anni con risparmi e oculata gestione, per meglio rispondere alle esigenze formative, ma ci si vuole obbligare a organizzarlo “al buio” ossia senza che i nostri docenti abbiano la possibilità di valutare cosa sia messo, in alternativa, a disposizione.

Come potete evincere dalle due ultime note, che alleghiamo, la Direttrice non risponde alle nostre domande, apre l’ultima con un’affermazione strampalata giacché l’evidenziata contraddizione esiste solo per lei che palesa una colpevole non conoscenza dei fatti dal momento che tutte le nostre mosse sono ben documentate e agli atti.

Per i corsi di pasticceria, iniziati nel 2005, utilizzavamo infatti un forno dedicato monocamera affittato dalla ditta Coloni Remo al prezzo di € 200.00 l’anno e di una planetaria, di proprietà del sig. Rossini, priva dei sistemi europei di sicurezza e che lo stesso utilizzava allontanando le corsiste.

Tali attrezzature sono state sostituite e integrate nel corso degli anni e sfruttando le possibilità offerte dal Progetto Esodo: dove sta la contraddizione?

Per noi sta solamente nel fatto che non si vogliono dare risposte a delle legittime domande.

Ripetiamo che siamo oltremodo dispiaciuti ad aver preso questa decisione ma riaffermiamo che, nei fatti, essa era già stata presa da altri.

Infatti dando sguardo agli incontri sportivi che abbiamo organizzato in carcere coinvolgendo la comunità esterna, i dati sono più espliciti che qualsiasi altro discorso o considerazione:

anno 2011 (con Carcere & Scuola)-30 di calcio (M) e 32 di volley (F);

anno 2012 – 27 di calcio e 28 di volley;

anno 2013 – 11 di calcio e 12 di volley; anno 2014 NESSUNO.

Per vostra opportuna conoscenza vi alleghiamo anche il nostro ultimo bilancio sociale (quello del 2012 steso prima dell’arrivo della dottoressa Bregoli): pensiamo sia veramente esplicativo su quanto potevamo fare e non ci è stato consentito a discapito della popolazione detenuta.

In merito alle attrezzature che abbiamo fornito nel tempo al carcere, di cui abbiamo pagato la manutenzione e le rotture, che soggetti terzi procuravano loro, e di cui possediamo i titoli di proprietà, vi chiediamo di aiutarci a recuperarle per poterle destinare ad altre realtà che gradiscono maggiormente le nostre proposte.

La direttrice vorrebbe perfino sapere con che denaro le abbiamo acquistate: vi sembra abbia la potestà per fare una simile domanda?

E non si tiri in ballo la Fondazione Cariverona perché quando fu smantellata nel 2012 la sala polivalente attrezzata in parte con il nostro materiale proveniente dal vecchio carcere del Campone e poi incrementato e migliorato con l’insonorizzazione completa della sala per merito di un contributo della Fondazione, la direttrice non informò né il proprietario, né con coloro che, a suo tempo finanziarono l’impresa.

La nuova mensa (che ha occupato il posto della sala polivalente) non poteva trovare sistemazione in altra sede? La decisione, senza alcun confronto con chi aveva concretato tale struttura, aveva solamente lo scopo di essere sgradito a chi l’aveva pensata, realizzata e curata nel tempo.

Non c’è stato alcun rispetto per cose o persone.

Perciò dobbiamo lasciare, a malincuore, ma crediamo vi sia chiaro come non sia possibile continuare in un’impresa che ci fa perdere tempo e risorse mentali per parare i colpi bassi di una dirigente che vuole governare come un monarca assoluto.

Continueremo a svolgere del volontariato dove questo è più accetto e dove non dobbiamo consultare un ufficio legale prima di dare una risposta, dove non siamo ricattati colla minaccia che o ci comportiamo secondo quanto si vuole o si sarà lasciati fuori.

Questo, peraltro, è quanto già fatto con tutti i nostri accompagnatori; avevamo sempre ricevuto apprezzamenti per il fatto di non lasciare entrare in carcere nessun novizio senza un esperto accompagnatore, con questa direzione la cosa è subito finita con il rifiuto di esprimere, per questi, parere favorevole al rinnovo art. 17.

Nella speranza che questa nostra possa aiutare a risolvere una situazione che va a scapito della popolazione detenuta, porgiamo distinti saluti.

Verona, 14 maggio 2014

IL PRESIDENTE

PROGETTO CARCERE 663

Maurizio Ruzzenenti

 

 
aggiornamento SITO DA 23 marzo A 10 maggio 2014 PDF  | Stampa |  E-mail

14 maggio: Formalizzazione della decisione del Consiglio Direttivo.

Alleghiamo le due lettere inviate alla direttrice del carcere e a tutti coloro che possono essere interessati.

 

Dopo un percorso durato quasi trent’anni l’Associazione è costretta a sospendere ogni attività e forma di collaborazione con il carcere di Verona – Montorio.

 

 

Al Direttore Casa Circondariale Verona

dott. Mariagrazia Bregoli

Il Consiglio Direttivo dell’associazione prende, con rammarico, atto che si continua a non ricevere alcuna risposta alle varie istanze presentate da quasi un anno ed in particolare a quelle relative al corso di pasticceria inserito nel Progetto Esodo.

Attribuisce questo comportamento alla completa mancanza di fiducia nelle nostre forze, disponibilità e capacità che abbiamo dimostrato in quasi trenta anni di collaborazione con diverse realtà carcerarie e numerosissimi dirigenti.

Pertanto, decide di SOSPENDERE OGNI RAPPORTO CON L’ATTUALE DIREZIONE E CON LA STRUTTURA.

Al C.D. preme manifestare la profonda amarezza per non essere stati messi nella condizione di essere utili alla popolazione detenuta come è sempre stato fatto gratuitamente e incessantemente (a partire con la sigla CSI) dal lontano 1985 e come lo si sta facendo tuttora in altre realtà vicine.

In merito alla richiesta formulata da codesta Direzione, con la nota priva di protocollo, del 24/04/2014 si rende noto che abbiamo già contattato la ditta specializzata (si tratta della CIMAV di Villafranca che a suo tempo provvide all’installazione) per ritirare le attrezzature di pasticceria.

Non appena avremo la disponibilità del tempo e dei mezzi della citata ditta sarà nostra cura precisare con quali mezzi e quali persone effettueremo il lavoro.

Con effetto immediato siamo invece pronti a ritirare il materiale di nostra proprietà nelle sale polivalenti (maschile e femminile).

Per fare ciò basterà la disponibilità di un paio di persone dell’associazione (che comunicheremo quanto prima), oltre alle necessarie attrezzature da elettricista ed al pulmino Volkswagen Transporter targato CK618FZ: attendiamo riscontro per l’autorizzazione all’accesso.

Lasciamo invece in dono altro materiale al quale non siamo stati in grado di trovare collocazione in altra struttura carceraria o di cura del disagio sociale.

Distinti saluti.

Verona, 14 maggio 2014

p. IL CONSIGLIO DIRETTIVO

PROGETTO CARCERE 663

IL PRESIDENTE

 
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CONVOCAZIONE ASSEMBLEA STRAORDINARIA

 

Cari amici,

il Consiglio Direttivo ritiene fondamentale attrezzarci per una svolta nella nostra associazione per fronteggiare la situazione che si è creata.

Ritiene pertanto indispensabile riunire un’assemblea straordinaria che è indetta

in prima convocazione il giorno 25 maggio 2014 alle ore 23.30 ed in seconda convocazione

IL GIORNO 27 MAGGIO 2014 ALLE ORE 20.45 presso

LA FONDAZIONE C.U.M. al Centro Monsignor Carraro in Lungadige Attiraglio 45

con il seguente ordine del giorno:

Relazione del presidente;

ratifica decisione del C.D: del 5 maggio;

modifiche statutarie (la proposta verrà inviata quanto prima);

varie ed eventuali.


Consci dell’importanza della presente comunicazione ed in attesa di incontrarci,

vi salutano i membri del consiglio direttivo.

 

aggiornamento-sito-da-23-marzo-a-10-maggio-2014


10 maggio: Partecipazione sempre a Vicenza all’esperienza dicace lungo del  Liceo Pigafetta - sezione musicale che offre ai detenuti un breve concerto. Grande esperienza da riproporre.


9 maggio: Carcere lungo col Liceo Martini a Vicenza.


6 maggio: riunione Consiglio Direttivo dell’associazione che prende importante decisione e convoca l’assemblea straordinaria dei soci.


5 maggio: decisa data e luogo di presentazione dell’iniziativa con le scuole Seghetti e la contemporanea presentazione del quarto volume “Studenti in carcere”. Vedere la locandina.


11 aprile: conclusione dei corsi in area vicentina, Bassano, Schio e Tezze.


9 aprile: conclusione del corso al Liceo Sportivo delle Seghetti ossia coloro che stanno realizzando il progetto del CSV “Percorsi didattici nella scuola”.


7 aprile: il presidente incontra, con oggetto il corso di pasticceria, presso la sede del Samaritano il referente del progetto stesso.Scopo è quello di cercare di superare i vari impasse che si sono via via presentati e che, al momento, impediscono l’avvio delle procedure per la realizzazione del corso stesso.

4 aprile: incontro con la Direttrice del carcere di Verona Montorio che tenta di convincerci come sia doveroso per la nostra associazione organizzare, per conto del progetto Esodo, un corso di pasticceria nella sezione maschile ma … senza usare le attrezzature che, nel corso degli anni con sacrifici e risparmi, siamo riusciti ad acquistare con lo scopo di fare dei corsi di pasticceria. La proposta ci lascia esterrefatti ma, promettiamo, nei prossimi giorni invieremo proposta che soddisfi i desideri della Direttrice.


25/28 marzo: continuano i corsi di Educazione alla legalità a Schio (Liceo Martini e Liceo Tron), Bassano del Grappa (ITI Fermi) e alle medie dei Tezze sul Brenta e Belvedere di Tezze.


24 marzo: incontro presso la sede della Fraternità per il centro di ascolto Domenico.


21 marzo: si conclude il corso di Educazione alla Legalità al Liceo Medi di Villafranca con un duplice incontro; prima le classi assistono alla proiezione di un film e, dopo l’intervallo, un’altra ora viene occupata da un’informazione dettagliata sulla situazione delle carceri con l’aiuto di un ex detenuto e si spazia sulle misure alternative assieme alla dottoressa Cacciatori dell’UEPE.


20 marzo: siamo all’ITI Fermi di Bassano del Grappa per il secondo incontro.


19 marzo: la sera si riunisce il Direttivo dell’associazione per fare il punto della situazione. La collaborazione col carcere di Verona si fa ogni giorno più difficile.


19 marzo: continua il corso al Liceo Tron di Schio.


18 MARZO: Conclusione del corso di Educazione alla Legalità al Liceo Brocchi di Bassano del Grappa.
Come sempre ragazzi molto attenti e impegnati.

 

 
attività dal 1 Gennaio al 23 marzo 2014 PDF  | Stampa |  E-mail

Attività dal 1 Gennaio al 23 marzo 2014

 

17 marzo: ancora un altro corso di Educazione alla Legalità alle scuole medie inferiori di Tezze sul Brenta e di Belvedere di Tezze dello stesso comprensivo. Grande partecipazione degli alunni di terza media. L’aiuto, sempre preciso e utile, ci viene sempre dalla dottoressa Volpato.

 

13 marzo: idem all’Itis Fermi di Bassano del Grappa.

 

12 marzo: inizia altro corso di Educazione alla Legalità al Liceo Tron di Schio.

 

11 marzo: presso la sede della Fraternità, incontro di tutte le realtà di volontariato carcerario promosso dalla Conferenza Regionale Volontari di Giustizia per mettere a fuoco le difficoltà crescenti che le associazioni incontrano ad operare nella struttura veronese. Il primo incontro, alla presenza del dott. Mazzi, presidente della Conferenza e della Garante dottoressa Forestan, si conclude con la mappatura delle iniziative in corso.

 

10 marzo: inizia il corso di Educazione alla Legalità al Liceo Martini di Schio.

 

8 marzo: ci viene rifiutato, per la prima volta nella nostra storia, un ingresso in carcere per una partita di pallavolo in sezione femminile in concomitanza della ricorrenza dell’8 marzo.

La scusa è che la giornata è stata festeggiata il giorno precedente.

Così le nostre detenute, nel giorno a loro dedicato, se ne restano da sole. Qualcuno, probabilmente, ne trae soddisfazione.

 

21 febbraio: nella sede del Samaritano incontro con i responsabili veronesi del Progetto Esodo.

Fanno ancora affidamento sulla nostra associazione e ci propongono di affidarci la cura di un corso di pasticceria nella sezione maschile di media durata con possibili ricadute professionali.

Un compito non facile ci attende, ma vedremo di portarlo a termine nel migliore dei modi.

Un solo rammarico: il nostro corso era nato nella sezione femminile e spostarlo al maschile non sarà facilissimo e ci dispiace che alle ragazze non venga, quest’anno, offerta questa possibilità.

 

20 febbraio: ci contatta un giovane studente di Scienze motorie di Padova. Vuole laurearsi con una tesi sull’attività sportiva in carcere e, da quanto vede sul web, nutre fiducia nelle nostre capacità. Speriamo di poterlo aiutare a fare una cosa utile per lui e per i detenuti ai quali, com’è ampiamente dimostrato, l’attività sportiva risulta essere molto utile. Solo qui a Verona la direzione sembra ignorare quasi del tutto la problematica.

 

14 febbraio: convegno in aula magna di giurisprudenza promosso dal Gruppo di Iniziativa Forense dal titolo “PER UNA NUOVA GIUSTIZIA POSSIBILE - UN PROGETTO PER LA CITTÀ”. Abbiamo la possibilità di sentire un avvocato, il dott. avv. Federico Lugoboni, Presidente Camera Penale Veronese chiamato a parlare di “Mediazione penale e giustizia riparativa: il ruolo dell’avvocato”,

che, con enfasi, rende noto al pubblico l’inizio dei tanto attesi incontri con le scuole, portando a contatto degli studenti persino un detenuto.

Beato lui: noi lo facciamo da quasi un quarto di secolo; quando cominciammo a fare quello che gli sembra d’aver inventato, frequentava ancora le scuole superiori (e se facesse uno sforzo di memoria siamo sicuri che la sua scuola già partecipava a “Carcere e Scuola”). In ogni caso si vede che non è nemmeno in grado di leggere il nostro quotidiano l’Arena che più volte, nel corso degli anni, ha pubblicato notizie in merito alle nostre iniziative.

 

5 febbraio: a Venezia il presidente è invitato da un’insegnante italiana, la prof.ssa Michela Pace dell’Università East London, ad illustrare la situazione carceraria italiana ad un gruppo di studenti britannici. Questi sono impegnati in laguna con un progetto europeo che coinvolge tre università per preparare un progetto di riqualificazione dell’area ex gasometro di Venezia.

Il motivo dell’interesse è che quest’area si trova proprio di fronte al carcere di S. Maria Maggiore e si è pensato ad una possibile riqualificazione che possa essere funzionale anche alla casa circondariale.

Grande impegno e grande soddisfazione da parte di tutti.

 

4 febbraio: Inizia il corso di Educazione alla Legalità al Liceo Medi di Villafranca; dopo altri tre incontri si terminerà il 21 marzo.

 

3 febbraio: comincia un gravoso impegno. Siamo stati chiamati dall’Istituto comprensivo di Torri di Quartesolo per svolgere un corso di Educazione alla Legalità, specifico per le scuole medie, in tutte e tre le sedi del comprensivo: Torri, Marola e Grumolo delle Abbadesse. Sono in tutto ben 12 incontri con una media di 60/70 ragazzi delle medie ognuno.

Ci affianca in questo compito la dottoressa Giuliana Volpato del CSI di Vicenza.

 

24 gennaio: altro corso di Educazione alla legalità al Liceo Brocchi di Bassano del Grappa.

La conclusione è prevista per il 18 marzo.

 

22 gennaio: incontro in carcere a Vicenza per la programmazione futura delle attività.

 

21 e 22 gennaio: riprendono i corsi alle Seghetti ed alle Canossiane.

 

16 gennaio: identica iniziativa per il Liceo Messedaglia e le Scuole alle Stimate di Verona.

Buona partecipazione agli incontri che si concluderanno il 6 febbraio.

 

13 gennaio: inizia altro corso di Educazione alla legalità al Liceo Roveggio di Cologna Veneta.

 

Anche in questo caso si terranno con regolarità i previsti incontri fino alla conclusione del corso il 10 febbraio.

 

10 gennaio: inizia un nuovo corso di Educazione alla legalità al Liceo Pigafetta di Vicenza. Seguiranno altre due lezioni nei giorni successivi ed il corso si concluderà il 1 febbraio alla presenza della dottoressa Angela Barbaglio, vice procuratore capo alla Procura della Repubblica di Verona.

 
ATTIVITA’ DAL 14 NOVEMBRE ALLA FINE DELL’ANNO PDF  | Stampa |  E-mail

 

ATTIVITA’ DAL 14 NOVEMBRE ALLA FINE DELL’ANNO

22 dicembre: concerto degli avvocati del foro di Verona che ha interessato sia i detenuti che partecipavano alla messa delle 09.00 che quelli che assistevano a quella delle 10.00. Due programmi che hanno suscitato l’entusiasmo dei presenti. Grande disponibilità dei nostri professionisti guidati da un bravissimo maestro nella persona del prof. Paolo De Zen.

21 dicembre: nel corso dell’ultimo ingresso prima delle vacanze dei ragazzi delle Seghetti si organizza, all’ultimo momento, un piccolo rinfresco con relativo scambio di auguri fra noi, i ragazzi e le numerose detenute che hanno partecipato.

Più di qualcuna ci ha chiesto come mai non facciamo la stessa cosa con le nostre ragazze che un tempo venivano sempre a giocare e a fare gli auguri.

Questo è quanto ha seminato la nuova dirigenza. Non abbiamo potuto rispondere perché il ruolo di volontari che rivestiamo non ci permette di fare polemiche ma la voglia sarebbe stata tanta…

16 dicembre: concerto in carcere degli orchestrali dell’Ente Lirico. Una volta lo organizzavamo noi, oggi siamo solo invitati…

13 dicembre: prima lezione di un nuovo corso al Liceo Brocchi di Bassano. La professoressa Moncecchi continua la sua opera con i propri allievi che lo scorso anno hanno prodotto una pregevole pubblicazione che poniamo a conclusione del volume che stiamo stampando. Fin che ci sono professori di questo genere la scuola italiana, pur fra le infinite difficoltà nelle quali si dibatte, non perderà importanza per lo sviluppo delle future generazioni. Grazie Elda!

11 dicembre: inizia il corso specifico per i ragazzi dello sportivo delle Seghetti. La prima lezione è ovviamente dedicata al carcere e alle sue problematiche. Abbiamo l’occasione di fare una nuova amicizia: un ex detenuto che ha apprezzato le nostre attività si rende disponibile a portare nelle varie scuole la propria esperienza. Bravo e grazie per il difficile compito che si è assunto.

10 dicembre: un convegno alla Gran Guardia per il compleanno della Fraternità è l’occasione per incontrare don Ciotti.

30 novembre: avvio del progetto con le scuole Seghetti di Verona – Liceo Sportivo che prevede un impegno degli allievi, coordinati dai loro professori, per un’attività fisico-sportiva da proporre alla popolazione detenuta di Montorio.

Il progetto è intitolato “Lo sport motore di solidarietà”.

Un plauso particolare va ai ragazzi dello sportivo che rinunciano al loro sabato “libero” per trascorrere alcune ore a servizio dei detenuti.

E’ questa l’unica attività che ci è stata concessa finora quest’anno e ne valeva proprio la pena.

28 novembre: assieme al CFP Canossiane elaboriamo un progetto per partecipare al nuovo bando regionale volto a finanziare attività di reinserimento per persone detenute o in esecuzione penale esterna. Partecipiamo per queste ultime solamente vista la situazione del carcere di Verona.

22 novembre: grande convegno di chiusura del triennio del Progetto Esodo al Teatro Ristori di Verona. Numerose le autorità partecipanti far le quali vogliamo citare il dott. Tamburino, capo del DAP, il dott. Buffa, capo del PRAP veneto il dott. Pavarin Presidente del tribunale di Sorveglianza di Venezia.

20 novembre: continuano i corsi di Educazione alla Legalità all’Istituto Remondini di Bassano del Grappa.

15 NOVEMBRE: GIORNATA NAZIONALE DI SENSIBILIZZAZIONE SCUOLA CARCERE.


 

 

 
Lettera ai docenti PDF  | Stampa |  E-mail

Gentile docente,

con molto rammarico il direttivo di Progetto Carcere 663 ha deciso di spedirle questa lettera per chiarire la nostra posizione di fronte al nuovo panorama di “Carcere e Scuola”.

Il primo punto, a noi molto caro, è quello di prendere le distanze rispetto ad una e-mail inviata dal Sig. Walter Fabbri nelle scorse settimane. Il Sig. Fabbri non fa più parte della nostra associazione e l’attività che propone è, probabilmente, direttamente legata all’area trattamentale del carcere di Montorio.

Nell’invio di quella e-mail sono stati indicati in chiaro, gli indirizzi di tutti i destinatari: alcuni insegnanti si sono molto lamentati per l’utilizzo pubblico del loro indirizzo privato. Purtroppo gli indirizzi (patrimonio fiduciario di PC663 in collaborazione con gli insegnanti) sono stati utilizzati senza che ci fosse pervenuta nessuna richiesta, per cui, ovviamente, senza nostra autorizzazione. Ci spiace per l’accaduto ma non ne siamo responsabili.

La “nuova” formula di entrata lunga in carcere senza l’incontro sportivo ci era stata già proposta prima ma l’associazione non ritiene, oggi come allora, tale tipologia di proposta capace di essere realmente formativa rispetto a valori ritenuti per noi fondamentali. Diversi sono i motivi che ci spingono verso questa posizione:

Azione verso i detenuti

-       Un modo di aprire le barriere, portare aria nuova, e regalare un’ora di sollievo ai detenuti, era quello di farli confrontare con i ragazzi in un’attività che mettesse tutti alla pari, senza mediazioni o vincoli di lingua, imbarazzi, ecc...  Lo sport regala questa possibilità.

 

o   Togliendo il momento del gioco la popolazione carceraria non entra in contatto con persone che provengono dall’esterno (fatta eccezione per coloro che stanno lavorando nei servizi che sono meta di visita dell’entrata lunga).

………………

Azione verso i ragazzi

-       Il fine primo che si propone PC663 con l’entrata in carcere è quello di far conoscere non tanto le attività del detenuto e la sua giornata tipo (cose comunque importanti), ma le persone recluse e il concetto di restrizione della propria libertà. Attraverso l’incontro per qualche momento paritario “persona-persona” (e non esclusivamente “studente-detenuto”) si ambisce sensibilizzare il ragazzo verso il mondo isolato, e spesso stagno dell’”Istituzione totale”.

 

o   Togliendo il momento del gioco non esistono spazi di confronto paritari, la modalità di “visita guidata” proposta dal progetto denominato “Entrate in carcere lunghe” porta ad un’esperienza di carcere-museo e di detenuti-animatori istruiti per quella parte, che sicuramente hanno un senso, ma notevolmente distante dai valori di P.C. 663.

 

-       Infine, ma non per ultimo, l’associazione proponeva (e vuole ribadire che è comunque sempre possibile organizzarlo) un corso di educazione alla legalità per gli istituti che sceglievano la formula della giornata lunga in carcere (con incontro sportivo) al fine di inserire l’esperienza della giornata in carcere come fulcro di un percorso globale.

 

o   Togliendo il corso, forse impegnativo in termini di tempo per lo studente e per i conduttori, si toglie la possibilità di un approfondimento al tema dell’educazione alla legalità così importante in questa fase storica.

Questa lettera non deve essere letta come un tentativo di svilire la proposta dell’area trattamentale giunta a Voi tramite il sig. Fabbri. Vogliamo solamente chiarire che tale proposta non parte da noi, e manifestare il nostro disappunto perché non ci è permesso realizzare il nostro progetto.

Pur interessando in parte i medesimi soggetti (studenti e detenuti) i progetti sono diversi e soprattutto hanno finalità e metodi distinti, come avete avuto modo di leggere anche in questa lettera.

Nella speranza di poter un giorno tornare ad operare attivamente e concretamente come in tutti questi anni, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Verona, 22 novembre 2013

p. IL DIRETTIVO

PROGETTO CARCERE 663

IL PRESIDENTE

maurizio ruzzenenti

 

 

P.S. Come ci consigliano alcuni di voi, potreste scrivere agli indirizzi citati nella mail che avete ricevuto chiedendo di poter disputare un incontro sportivo: partita di calcio per i ragazzi e di pallavolo per le ragazze. Inviatela per conoscenza anche a noi e fateci conoscere, se pensate ne valga la pena e ve la danno, la risposta.

 

 
Calendario attività PDF  | Stampa |  E-mail

27 settembre

Incontro a Scienze motorie per definire con il prof. Tommasi, referente del Liceo Sportivo Seghetti, le modalità del progetto “Percorsi didattici nelle scuole” finanziato dal CSV di Verona che ha per titolo “Lo sport motore di solidarietà”.

7 ottobre

Anna, la cara studentessa che ha tenuto il corso di Hip Hop in carcere quest’estate è rientrata per una breve vacanza a Verona. Ha naturalmente voglia di incontrare le allieve della stagione estiva e viene accontentata.

Lezione straordinaria, in tutti i sensi, in sezione femminile guastata, ma solo in parte, da un tempo inclemente.

8 ottobre

Incontro plenario (di tutte e tre le province partecipanti) dell’area formazione del Progetto Esodo a Villaverla – VI.

Utile momento per raccogliere le idee e preparare il convegno do fine novembre.

9 ottobre

Alla sera direttivo di PC 663 per fare il punto della difficile situazione e preparare la prossima assemblea.

10 ottobre

Convocazione delle associazioni di volontariato carcerario da parte della Direzione per illustrare le novità. Apprendiamo che C&S 2014 sarà organizzato dal Ufficio Scolastico Provinciale e che non ci verrà concessa alcuna possibilità di entrare con il nostro progetto con le scuole che lo preferiscono. Possiamo definirlo concorrenza sleale?

11 ottobre

A Padova per organizzare, assieme ad altre associazioni, la Giornata Nazionale di sensibilizzazione delle scuole.

Si distribuisce il materiale e ci si dividono i compiti su Verona.

16 ottobre

Inizia presso l’ITIS Rossi di Vicenza il primo corso di Educazione alla Legalità dell’anno scolastico 2013/2014.

Prevediamo un altro anno di impegni gravosi, anche se qualcuno li considera superflui.

18 ottobre

A Vicenza, in collaborazione col locale Centro Sportivo Italiano, parte il primo “Corso per animatori penitenziari”. Siamo chiamati a sostenere la preparazione teorica dei nuovi volontari: ben 22 animati da grande volontà e spirito di servizio.

5 novembre

Parte a Camisano Vicentino un corso di Educazione alla Legalità speciale dedicato ai bambini della 5^ elementare del locale plesso scolastico.

Esperienza difficile ma entusiasmante. Il corso di 4 lezioni e comprendente la proiezione con commento di un film adatto alla giovane platea ed un incontro con “testimoni” durerà fino al 22 di novembre.

6 novembre

Altro corso di Educazione alla legalità a Bassano del Grappa presso l’Istituto Remondini. Anzi un doppio corso in quanto, dopo la felice esperienza dello scorso anno, nella scuola sono girate ovviamente voci favorevoli e la dirigenza si è trovata di fronte a ben 170 domande di partecipazione.

Tenere lezioni con 80/90 ragazzi non è cosa facile, ma cercheremo di interessarli a queste delicate tematiche.

Anche in questo caso gli insegnanti hanno scelto il percorso classico di quattro lezioni.

Il tutto, se procederà per il verso giusto, dovrebbe terminare il 27 novembre.

11 novembre

Incontro con la professoressa Donà dell’Ufficio Scolastico Provinciale alla quale presentiamo la richiesta di un intervento del Dirigente dott. Stefano Quaglia per l’imminente stampa del nostro 4° volume di “Studenti in carcere”.

La proposta è accettata con favore.

14 novembre

Parte un nuovo corso presso il CFP Canossiane di Verona.

Grande impegno da parte della dirigenze e delle insegnanti che da anni partecipano alle nostre iniziative.

Vengono coinvolte la totalità delle classi terze del loro istituto.

 
Verbale assemblea del 6 novembre PDF  | Stampa |  E-mail

Alle ore 20.45 presso la fondazione CUM in lungadige Attiraglio 45 in Verona, si è riunita, in seconda convocazione, l’assemblea dei soci di PC663.

Sono presenti in persona e per delega 10 soci su un totale di 19 rimasti.

Vengono infatti, come da ordine del giorno, portate a conoscenza dell’assemblea le dimissioni dei soci Zanchettin (date prima del 25 settembre) e, a seguire, Fabbri, Pistorelli, Adami, Di Nuzzo e Ottaviani (dopo l’assemblea del 25/9).

Se ne prende atto e si accolgono.

Sono presentate all’assemblea due nuove socie che il Direttivo ha già accolto e che l’assemblea ratifica all’unanimità: si tratta di Anna Castelletti e Sara Allegri che operano già nel centro di ascolto Domenico gestito dall’associazione la Fraternità e con cui collaboriamo.

Rispetto al nuovo assetto organizzativo il vice presidente fa presente che l’associazione, dopo le dimissioni di Fabbri, è senza presidente e con una lacuna nel Consiglio Direttivo.

Dopo breve discussione si decide di nominare presidente Maurizio Ruzzenenti e di lasciare il CD inalterato a quattro membri fino alla scadenza del mandato.

A questo punto è posticipata la discussione sul bilancio e preso in esame la possibilità di attività col carcere di Verona alla luce della nota della Direzione che, nella sostanza, rifiuta ogni nostra proposta di attività all’interno della casa circondariale limitando la collaborazione al solo intervento con il liceo sportivo delle Seghetti e negando ogni possibilità di fare C&S 2014.

In merito a quest’ultima, centrale da sempre per la nostra associazione, iniziativa viene prodotta una mail a firma Walter Fabbri che di fatto smentisce quanto la direzione afferma ossia che il progetto sarebbe gestito direttamente con l’Ufficio Scolastico Provinciale; in tale e-mail, che è stata inviata ai nostri referenti utilizzando in modo scorretto (se non anche illegale: chiederemo a breve un parere legale) il data base di proprietà esclusiva di Progetto Carcere 663 si afferma in modo inequivocabile che il coinvolgimento dell’Ente Pubblico si esaurisce nella spedizione di un invito alle scuole. Gestione e accompagnamento saranno ad opera di privati cittadini.

Si decide di scrivere una lettera agli insegnanti che abbiamo negli anni fidelizzato al progetto e che sono stati contattati da persone diverse dall’associazione, che non è nostra colpa se sono stati utilizzati in chiaro i loro indirizzi e, soprattutto, che nulla abbiamo a che fare con quanto è proposto ripresentando con forza la validità del nostro progetto che viene impedito.

Per tutta questa partita si è deciso di scrivere alle superiori autorità.

Nei prossimi giorni le mail saranno fatte girare, per approvazione, fra i soci.

In conclusione si prende in esame il bilancio che è approvato all’unanimità.

L’assemblea si conclude alle 23.30.

 

 

 
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