forex trading logo


Scarica la brochure

Banner

Dentro e fuori le mura

Banner

Area riservata

Home
Progetto Carcere 663. ACTA NON VERBA
lettera dei detenuti del carcere di Montorio PDF  | Stampa |  E-mail

Pubblichiamo anche nel nostro sito questa lettera dei detenuti di Montorio che abbiamo “rinvenuto” nel sito dell’Associazione Antigone. Ci permettiamo, in coda, di fare un paio di considerazioni a commento della stessa.

Lettera dei detenuti del carcere di Montorio (Verona)

Gentile Direttrice del Carcere di Montorio (Verona)

Dott.ssa Maria Grazia Bregoli

La presente lettera viene prodotta e inoltrata alla sua cortese attenzione da tutta la popolazione carceraria di Montorio C.C..

Detto scritto non vuole assolutamente essere lettera di protesta generica , bensì ci auguriamo utile spunto alla sua c.a. per provare a migliorare le nostre condizioni carcerarie nell'ottica di un “recupero” di ogni individuo qui presente.

Non faremo volutamente riferimento alcuno alle direttive europee, cosi come non utilizzeremo la logica del ricorso alla corte dei diritti.


Si ribadisce l'intento collaborativo di questa nostra confidando nella Sua professionalità e di tutti i suoi colleghi.

Esponiamo di seguito un “breve” elenco riguardante alcune “anomalie” riportando qualvolta alcune ipotesi di soluzione:

a) attualmente, in alcune sezioni, il numero dei detenuti per cella è tutt'ora di 4 persone. Cercando di uniformare i diritti di tutti i detenuti, i quali hanno necessità di spazi propri maggiore, si richiede alla S.V. di volere ottimizzare il numero dei detenuti (a 3 per cella) effettuando gli opportuni cambi.

b) da tempo ormai immemore sono previste alcune soluzioni volte a consentire a noi detenuti una migliore qualità di vita. Si parla di acqua calda e doccia in ogni cella. Orbene la popolazione carceraria tutta comprende le difficoltà oggettive che sorgerebbero in caso di inizio lavori, tuttavia auspichiamo un intervento in questo senso ed aggiungiamo in questa sede la disponibilità “a dare una mano”.

c) si richiede una maggiore attenzione nella preparazione degli alimenti ed una più attenta presa di coscienza circa le quantità e qualità dei cibi somministrati da carrello. Non si deve fare riferimento alla possibilità di sopravvitto, per garantire a tutti parità di trattamento.

d) per le sezioni che non dispongono di doccia in cella, si fa rilevare che le docce comuni sono in stato di degrado ed inevitabilmente (nonostante la buona volontà degli addetti alle pulizie) portatrici di infezioni e malattie per l'ingente numero di batteri (vedasi presenza di muffe). Anche in questo caso i detenuti si rendono disponibili ad eseguire i lavori necessari.

e) si richiede maggiore rispetto da parte del personale di polizia penitenziaria agli orari disponibili per l'aria quotidiana.

f) si richiede la presenza in ogni sezione dello “spesino” in modo da superare più facilmente i problemi che inevitabilmente insorgono per la spesa settimanale. Si aggiunge altresì un maggior rispetto dei giorni ed orari di consegna del sopravvitto!

g) nell'utilizzo di “campo” e “palestra”si evidenzia la totale mancanza di attrezzatura per attività sportiva.

h) nell'utilizzo della “SALETTA PER SOCIALIZZAZIONE” si segnala la totale mancanza di attività ludiche.

i) si richiede la presenza in ogni cella di un “campanello” funzionante, dal momento che spesso si verificano emergenze sanitarie.

l) si richiede la disinfestazione per la presenza di innumerevoli scarafaggi e insetti.

m) si richiede di aumentare la “potenza” delle lampade in cella, in quanto non consentono alla popolazione carceraria il corretto adempimento delle normali attività quotidiane durante le ore serali.

n) si richiede, come più volte fatto in passato, di voler prendere seriamente in considerazione il problema relativo alla “gamma prodotti” fra i generi di sopravvitto, uniformando Montorio C.C. Ad altre situazioni carcerarie italiane e tenuto in considerazione che la popolazione detenuta è pari a quella di un piccolo paese, con necessità e bisogni disparati. Ben si intenda che non vengono richieste condizioni carcerarie agiate, bensì decorose, fatte da piccoli miglioramenti che potrebbero essere apportati qualora l'organo direttivo voglia analizzare con attenzione le possibili soluzioni.

I detenuti del carcere di Montorio

(seguono poi le firme di circa 250 detenuti)

Cari amici,

siamo certi che, se ci fosse stato permesso di svolgere attività all’interno del carcere, non avremmo avuto bisogno di consultare il sito di Antigone per venire a conoscenza della vostra lettera e, di conseguenza, avremmo potuto darvi risposte adeguate.

Purtroppo la nostra associazione non è più un vostro interlocutore perché sono venuti a cessare i rapporti di collaborazione con il carcere per volontà della direzione. Tutte le attività motorie e ludico-sportive che proponevamo, e che consentivano un più corretto godimento degli spazi e un rispetto più attento degli orari, non sono più state autorizzate.

Queste attività che erano svolte per la maggior parte con persone che venivano dall’esterno e portavano certamente un sostegno, anche se piccolo, non solo come tempo dedicato, ma anche concretamente con l’acquisizione di materiale (quale palloni o di altre attrezzature sportive).

Per esempio, con la sola attività di “Carcere & Scuola” negli anni di maggior presenza, erano organizzati quasi un centinaio di incontri sportivi cui partecipavano più di cinquanta scuole: all’interno del magazzino detenuti del carcere giungevano anche molti regali che erano messi sempre a vostra disposizione. Ora questa attività non è più stata autorizzata, sostituita da “visite guidate” in cui gli studenti sono accompagnati da appositi ciceroni come fossero in visita ad un museo.

Le grandi dotazioni come porte e reti da calcio, pali e reti da pallavolo, calcetti, tavoli da tennis tavolo e relativa attrezzatura che negli anni passati abbiamo potuto acquistare e portato in carcere, venivano comperate con i finanziamenti della Regione Veneto che mancano in questo carcere dal lontano 2009.

Da quell’anno in poi le richieste non hanno più avuto risposta positiva (ultimi due bandi 2011 e 2013) né per noi né per nessun’altra associazione di Verona per la precisa volontà di un funzionario del Provveditorato Regionale che ha spinto per la bocciatura di ogni progetto presentato perché a Verona c’era già il “Progetto Esodo” col relativo finanziamento di altro soggetto.

A nulla è valso spiegare a questa persona che il progetto trattava, come recita esattamente, di “PERCORSI GIUDIZIARI IN INCLUSIONE SOCIO LAVORATIVA - Progetti di rete interprovinciale Verona – Vicenza – Belluno”: è stata fatica inutile. Lo stesso CSI di Vicenza, che tanto fece per il locale carcere e che non partecipava nemmeno al progetto Esodo, fu similmente escluso da ogni finanziamento.

Sono trascorsi ormai cinque anni dagli ultimi acquisti e l’attrezzatura si è inevitabilmente deteriorata e mai più sostituita.

Gli ultimi mazzi di carte e scacchiere le portammo la scorsa estate finanziate dalle tasche, sempre generose, della dott.ssa Forestan, la garante.

Vi dovevamo questo e ci auguriamo che altre vostre proposte che condividiamo, trovino una positiva risposta nel più breve tempo possibile.

Auguri!

 
vergogna PDF  | Stampa |  E-mail

Abbiamo pazientemente atteso che passasse l’intera estate per non dimostrare fretta o impazienza.

Siamo, infatti, convinti che la nostra scelta non sia stata né usuale e nemmeno frequente.

Al solito, infatti, succede il contrario: è il volontario o l’associazione che è allontanata (estromessa) dall’Amministrazione per aver violato qualche regola.

Crediamo proprio sia la prima volta che un’associazione, che ha operato per più di venticinque anni a favore della popolazione detenuta, decida di ritirarsi da un carcere (continuando ad operare su altri) a causa delle angherie subite dalla direzione che sono partite da una pretesa illegale e, passando dal ricatto, sono arrivate – goccia che ha fatto traboccare il vaso - ad un’imposizione assurda e fuor da ogni logica per lasciarci continuare a offrire il nostro lavoro ai detenuti.

Abbiamo comunicato questa nostra dolorosa decisione ai seguenti indirizzi:

AL SIG. MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DOTT. ONOREVOLE ANDREA ORLANDO,

AL CAPO DIPARTIMENTO AMM.NE PENITENZIARIA DOTT. GIOVANNI TAMBURINO,

AL DIRETTORE GENERALE D.A.P. DIREZ. GEN.LE DETENUTI E TRATTAMENTO DOTT. CALOGERO PISCITELLO,

AL CAPO UFFICIO OSSERVAZIONE E TRATTAMENTO DOTT. IMMACOLATA CECCONI,

AL PROVVEDITORE REG.LE VENETO AMM.NE PEN. DOTT. PIETRO BUFFA,

AL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA VERONA DOTT. LORENZA OMARCHI,

AL GARANTE DIRITTI DETENUTI COMUNE DI VERONA DOTT. MARGHERITA FORESTAN,

senza ricevere, almeno fino ad oggi 15 ottobre (cinque mesi dopo), il minimo cenno di risposta o, almeno, di ricezione o presa d’atto da parte di alcuno di loro.

TUTTO CIO’ E’ DAVVERO IMBARAZZANTE E SIAMO AVVILITI DA UN SIMILE COMPORTAMENTO

Non pretendiamo una condivisione delle nostre convinzioni ma una presa d’atto sì, la reclamiamo con forza ancora oggi e continueremo a sostenere questa richiesta.

Abbiamo, anche come semplici cittadini, notificato più di una volta, lamentele a pubblici uffici o soggetti privati ricevendo sempre una risposta, magari negativa, ma che costituiva una presa in carico della questione e/o del reclamo.

Solo nel delicato settore della giustizia questo non accade ed il vezzo, tipicamente italiano, di considerare solo un disturbo, il fatto che un cittadino, nel nostro caso un’associazione, abbia l’ardire di mettersi in contatto con te e, di conseguenza scomodarti, permane.

 

Per questa ragione abbiamo scelto la rete per diffondere al massimo la nostra protesta e il perdurante malcostume.

 
aggiornamento attività al 30 settembre PDF  | Stampa |  E-mail

18 settembre: incontro in Fraternità con le altre associazioni che si occupano di carcere. Sembra che non siamo i soli a lamentarci…altro che nessuno, finora, è giunto alle nostre conclusioni. Si prospettano, da parte della Garante, nuove prospettive di lavoro per persone in esecuzione penale (o che
cercano di evitarla rimanendo sempre all’esterno della struttura detentiva) che
ci vedono parecchio interessati. Vedremo quali potranno essere i possibili
sviluppi nel prossimo futuro.

9 settembre: alla Fraternità incontro di formazione per i volontari
del Centro di Ascolto Domenico alla quale partecipano i nostri volontari.

25 agosto: ecco la lettera che abbiamo
inviato ai presidi e ai professori con i quali eravamo in contatto per il
 nostro “Carcere & Scuola”.

Al Dirigente Scolastico,

come forse avrà saputo attraverso la stampa cittadina, i nostri rapporti con la
dirigente del carcere di Montorio sono peggiorati al punto che a maggio abbiamo
deciso di sospendere qualsiasi rapporto con la direzione di questo istituto.
Anche le autorità cui ci rivolgemmo con la speranza che potessero imporre una linea più
“democratica” ad un proprio dirigente non hanno voluto dare alcun segnale e
così l’associazione che ha inventato “Carcere & Scuola” più di 25 anni fa è
costretta a non poterlo più ripresentare sul proprio territorio.

La direzione del carcere ha, infatti, preferito un programma di “visite guidate”
con tanto di “ciceroni” come ha dato resoconto un articolo dell’Arena (7 giugno
2014) ad una più organica presa di coscienza della realtà carceraria anche
attraverso l’esperienza sportiva.

Noi non possiamo accettare questa modalità di coinvolgimento che, come dimostrano i
temi raccolti dai ragazzi nel 2013 pubblicati e presentati questa primavera,
risulta fuorviante rispetto alle finalità che ci si deve proporre per far
maturare i ragazzi.
Per queste ragioni anche quest’anno non ci è possibile offrire la possibilità di un
percorso formativo che preveda l’ingresso fisico in carcere.

Nonostante tutto la nostra associazione non si arrende: non vogliamo che il patrimonio di
esperienza accumulato in quasi trent’anni di volontariato vada perso.
Perciò siamo entrati in un progetto complessivo del centro di Servizi al Volontariato
di Verona (di cui alleghiamo le proposte e la brochure e che è consultabile
all’indirizzo: http://www.csv.verona.it/notizie-dal-csv/1746-a-scuola-con-le-associazioni-2014-2015.html).
devianza, della pena e della legalità in generale.

L’entrata in carcere sarà “virtuale” attraverso filmati che abbiamo acquisito e che
potranno lo stesso concorrere a soddisfare non la curiosità ma la voglia di
capire e di riflettere dei ragazzi.

Ci impegniamo a rimanere a vostra disposizione per tutte le attività che non
comportano l’ingresso in carcere:

· percorsi di legalità;

· corsi di educazione alla legalità (nella formula che trovate di seguito ed anche sul
nostro sito “progettocarcere663.org”);

· assemblee di classe su temi quali la giustizia, il carcere od altri similari;

· proiezione (con prestito gratuito) di film a tema che saranno, come il solito, presentati
e seguiti da esperti;

· organizzazione di cineforum (giustizia, pena, mafie, casi recenti – alcuni titoli sono sempre
reperibili sul nostro sito);

· incontri con detenuti in permesso o in misure alternative;

· quant’altro è possibile fare per educare i vostri ragazzi alla legalità e alla presa di
coscienza/conoscenza dei problemi carcerari.

La invitiamo a mettersi in contatto con noi se pensa che ci sia la necessità di
approfondire una tematica che, a nostro avviso, dovrebbe essere sempre
affrontata nella scuola. Studieremo assieme a lei quali possono essere le
migliori soluzioni alle attese del vostro Istituto.
Nella speranza di essere sempre, per quanto ci è stato permesso e ci sarà possibile,
 al vostro fianco per il bene dei giovani, la salutiamo cordialmente.

Verona, 25 agosto 2014

PROGETTO
CARCERE 663

Maurizio Ruzzenenti


P. S.
 Poiché si tratta della proposta più completa che offriamo, ci sembra il caso di
approfondire tempi e tematiche del corso di Educazione alla Legalità.


PROGETTO DI CORSO DI
EDUCAZONE ALLA LEGALITA’ E APPROCIO ALLE DEVIANZE

Stimolati da alcuni colleghi che da anni partecipano con
le rispettive scuole alla nostra iniziativa, siamo stati invogliati a sfruttare
meglio l’occasione proponendo agli studenti l’opportunità di frequentare un “Corso di Educazione alla Legalità” della durata di circa dieci ore e che, secondo quanto prescritto dalle
normative vigenti, potrà far ottenere un ”credito formativo”, così come sarà
stabilito in autonomia da ciascuna scuola.
Durante gli scorsi anni scolastici abbiamo organizzato,
assieme ai relativi docenti, corsi simili in parecchie scuole con soddisfazione
sia degli allievi sia degli insegnanti e del preside.
Il corso potrebbe essere articolato nel seguente modo:

· Il panorama generale: diritto, delitto, pena. 2 ore

· Primo approccio con la realtà: proiezione di un film.  2 ore

· La giustizia e la sua amministrazione: cosa avviene prima
di entrare in carcere.  2 ore

· La giustizia e la sua amministrazione: il carcere e le misure
alternative. 2 ore

· Come si vive in carcere e come si rientra nella vita normale. Visita virtuale al carcere.  2 ore

Non si escludono tuttavia argomenti diversi a vostra
scelta e che potremo concordare, di volta in volta, con gli insegnanti
interessati.
Gli incontri potranno avere una cadenza settimanale o quindicinale (si pensa nel primo quadrimestre,
possibilmente entro la fine di febbraio, ma non si escludono tempistiche
alternative più gradite alla scuola) e si svolgeranno nei tempi che concorderemo. Le adesioni dovranno pervenire, tramite la scuola, direttamente all’indirizzo dell’Associazione
Progetto Carcere 663 Via Tagliamento 8 - 37125 Verona – telefono 045 914150. Si
consiglia una partecipazione di 20/30 allievi per corso; in base alle stesse
saranno scelti tempi, luoghi e spazi necessari (è possibile che il corso si
tenga presso la scuola stessa qualora le adesioni siano in numero sufficiente,
in caso contrario si cercheranno degli accorpamenti fra scuole vicine).


4 agosto: incontro al Centro Servizi Volontariato con i responsabili
del progetto “Volo tra i banchi”. Piena sintonia di vedute ed adesione da parte
della nostra associazione al progetto.

25 luglio: la direttrice, bontà sua, dopo lunghissime tergiversazioni,
consente il ritiro delle attrezzature con cui avevamo equipaggiato le sale
polivalenti al maschile e al femminile. Per carità non vogliamo descrivervi lo
stato in cui ce le hanno restituite: abbiamo fatto buon viso a cattiva sorte.
Quanto potrà, senza spese, essere recuperato verrà subito offerto e installato
presso altre strutture che sapranno farne un uso migliore. Facciamo fatica a
capire il pensiero di una persona che si permette di smantellare una sala
appositamente attrezzata e destinata a uno scopo ben preciso per poi chiedere
ad altra associazione se è in grado di proporre ai detenuti un cineforum (cosa
che noi proponevamo da due anni ma che ha sempre trovato una mancata
accoglienza).

19 giugno: il presidente incontra detenuto ai domiciliari per ricercare possibili collaborazioni in vista dei futuri corsi di Educazione ala legalità.

 
aggiornamento dal 14 maggio al 28 maggio PDF  | Stampa |  E-mail

28 maggio: conclusione del faticosissimo progetto “Percorsi didattici nelle scuole” in collaborazione con la scuola Seghetti – Liceo Sportivo che aveva il titolo “LO SPORT COME POSSIBILE MOTORE DI EDUCAZIONE ALL’IMPEGNO E ALLA SOLIDARIETA’”.

Hanno portato il loro contributo due importanti personaggi: il dott. Federico Schena della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona e il presidente dell’Associazione Calciatori Damiano Tommasi, indimenticato campione di calcio (e non solo).

Vasta la partecipazione e molta attenzione alle comunicazioni dei relatori.

Interesse ha suscitato anche la presentazione del libro e le nostre dichiarazioni in merito alla collaborazione col carcere riprese da entrambe le testate giornalistiche locali: l’Arena e il Corriere di Verona.


27 maggio: assemblea straordinaria di PC663.

All’ordine del giorno due argomenti importantissimi:

> approvazione delibera C. D. del 6 maggio (approvata all’unanimità);

> variazioni dello statuto.

Riportiamo in altra sezione lo statuto modificato evidenziando le modifiche apportate.


27 maggio: il libro “Studenti in carcere 4” è finalmente pronto ed in grado di poter essere degnamente presentato all’indomani nel corso del convegno.


22 maggio: in mezzo a tante miserie la soddisfazione di essere chiamati per concludere il nostro ciclo formativo alla scuola delle Canossiane per un incontro con le classi prime.

Viene proiettato il film “Sweet sixteen” di Ken Loach cui segue un partecipato ed animato dibattito.

14 maggio: incontro in Fondazione Cariverona per vedere se è possibile fare ancora qualche cosa con il corso di pasticceria ora che la nostra collaborazione con l’interno del carcere è cessato.

Alla luce di quanto accaduto in seguito, si è trattato solamente di un incontro di circostanza: ben altre decisioni erano già state prese alle nostre spalle e, naturalmente, non ci hanno minimamente favorito.

 

 
lettera ai responsabili PDF  | Stampa |  E-mail

Questa invece è la lettera inviata a chi dovrebbe preoccuparsi per la nostra decisione.

AL SIG. MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

DOTT. ONOREVOLE ANDREA ORLANDO

AL CAPO DIPARTIMENTO AMM.NE PENITENZIARIA

DOTT. GIOVANNI TAMBURINO

AL DIRETTORE GENERALE D.A.P.

DIREZ. GEN.LE DETENUTI E TRATTAMENTO

DOTT. CALOGERO PISCITELLO

AL CAPO UFFICIO OSSERVAZIONE E TRATTAMENTO

DOTT. IMMACOLATA CECCONI

AL PROVVEDITORE REG.LE VENETO AMM.NE PEN.

DOTT. PIETRO BUFFA

AL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA VERONA

DOTT. LORENZA OMARCHI

AL GARANTE DIRITTI DETENUTI

COMUNE DI VERONA

DOTT. MARGHERITA FORESTAN

ALLA FONDAZIONE CASSA RISPRMIO VR, VI BL E AN

AL REFERENTE PROGETTO ESODO VR

DOTT. MICHELE RIGHETTI

Siamo veramente dispiaciuti nell’inviarvi l’allegata nota con la quale, da parte della nostra associazione, sono sospesi i rapporti col Carcere di Verona.

Come il Magistrato di Sorveglianza e il PRAP già sanno, abbiamo da qualche tempo manifestato le nostre perplessità in merito al continuo rifiuto di proposte di attività a favore della popolazione detenuta.

In barba alle circolari ministeriali ed alle disposizioni che parlano di “incremento dell’attività sportiva” e di “saturazione delle attività”, nell’ultimo anno ci è stato negato qualsiasi intervento.

La situazione è precipitata con il tentativo di organizzare un corso di pasticceria nell’ambito del ben collaudato Progetto Esodo.

Non solo siamo stati messi nella condizione di dover pensare ad un corso senza la possibilità di utilizzare le nostre attrezzature peraltro acquisite, negli anni con risparmi e oculata gestione, per meglio rispondere alle esigenze formative, ma ci si vuole obbligare a organizzarlo “al buio” ossia senza che i nostri docenti abbiano la possibilità di valutare cosa sia messo, in alternativa, a disposizione.

Come potete evincere dalle due ultime note, che alleghiamo, la Direttrice non risponde alle nostre domande, apre l’ultima con un’affermazione strampalata giacché l’evidenziata contraddizione esiste solo per lei che palesa una colpevole non conoscenza dei fatti dal momento che tutte le nostre mosse sono ben documentate e agli atti.

Per i corsi di pasticceria, iniziati nel 2005, utilizzavamo infatti un forno dedicato monocamera affittato dalla ditta Coloni Remo al prezzo di € 200.00 l’anno e di una planetaria, di proprietà del sig. Rossini, priva dei sistemi europei di sicurezza e che lo stesso utilizzava allontanando le corsiste.

Tali attrezzature sono state sostituite e integrate nel corso degli anni e sfruttando le possibilità offerte dal Progetto Esodo: dove sta la contraddizione?

Per noi sta solamente nel fatto che non si vogliono dare risposte a delle legittime domande.

Ripetiamo che siamo oltremodo dispiaciuti ad aver preso questa decisione ma riaffermiamo che, nei fatti, essa era già stata presa da altri.

Infatti dando sguardo agli incontri sportivi che abbiamo organizzato in carcere coinvolgendo la comunità esterna, i dati sono più espliciti che qualsiasi altro discorso o considerazione:

anno 2011 (con Carcere & Scuola)-30 di calcio (M) e 32 di volley (F);

anno 2012 – 27 di calcio e 28 di volley;

anno 2013 – 11 di calcio e 12 di volley; anno 2014 NESSUNO.

Per vostra opportuna conoscenza vi alleghiamo anche il nostro ultimo bilancio sociale (quello del 2012 steso prima dell’arrivo della dottoressa Bregoli): pensiamo sia veramente esplicativo su quanto potevamo fare e non ci è stato consentito a discapito della popolazione detenuta.

In merito alle attrezzature che abbiamo fornito nel tempo al carcere, di cui abbiamo pagato la manutenzione e le rotture, che soggetti terzi procuravano loro, e di cui possediamo i titoli di proprietà, vi chiediamo di aiutarci a recuperarle per poterle destinare ad altre realtà che gradiscono maggiormente le nostre proposte.

La direttrice vorrebbe perfino sapere con che denaro le abbiamo acquistate: vi sembra abbia la potestà per fare una simile domanda?

E non si tiri in ballo la Fondazione Cariverona perché quando fu smantellata nel 2012 la sala polivalente attrezzata in parte con il nostro materiale proveniente dal vecchio carcere del Campone e poi incrementato e migliorato con l’insonorizzazione completa della sala per merito di un contributo della Fondazione, la direttrice non informò né il proprietario, né con coloro che, a suo tempo finanziarono l’impresa.

La nuova mensa (che ha occupato il posto della sala polivalente) non poteva trovare sistemazione in altra sede? La decisione, senza alcun confronto con chi aveva concretato tale struttura, aveva solamente lo scopo di essere sgradito a chi l’aveva pensata, realizzata e curata nel tempo.

Non c’è stato alcun rispetto per cose o persone.

Perciò dobbiamo lasciare, a malincuore, ma crediamo vi sia chiaro come non sia possibile continuare in un’impresa che ci fa perdere tempo e risorse mentali per parare i colpi bassi di una dirigente che vuole governare come un monarca assoluto.

Continueremo a svolgere del volontariato dove questo è più accetto e dove non dobbiamo consultare un ufficio legale prima di dare una risposta, dove non siamo ricattati colla minaccia che o ci comportiamo secondo quanto si vuole o si sarà lasciati fuori.

Questo, peraltro, è quanto già fatto con tutti i nostri accompagnatori; avevamo sempre ricevuto apprezzamenti per il fatto di non lasciare entrare in carcere nessun novizio senza un esperto accompagnatore, con questa direzione la cosa è subito finita con il rifiuto di esprimere, per questi, parere favorevole al rinnovo art. 17.

Nella speranza che questa nostra possa aiutare a risolvere una situazione che va a scapito della popolazione detenuta, porgiamo distinti saluti.

Verona, 14 maggio 2014

IL PRESIDENTE

PROGETTO CARCERE 663

Maurizio Ruzzenenti

 

 
aggiornamento SITO DA 23 marzo A 10 maggio 2014 PDF  | Stampa |  E-mail

14 maggio: Formalizzazione della decisione del Consiglio Direttivo.

Alleghiamo le due lettere inviate alla direttrice del carcere e a tutti coloro che possono essere interessati.

 

Dopo un percorso durato quasi trent’anni l’Associazione è costretta a sospendere ogni attività e forma di collaborazione con il carcere di Verona – Montorio.

 

 

Al Direttore Casa Circondariale Verona

dott. Mariagrazia Bregoli

Il Consiglio Direttivo dell’associazione prende, con rammarico, atto che si continua a non ricevere alcuna risposta alle varie istanze presentate da quasi un anno ed in particolare a quelle relative al corso di pasticceria inserito nel Progetto Esodo.

Attribuisce questo comportamento alla completa mancanza di fiducia nelle nostre forze, disponibilità e capacità che abbiamo dimostrato in quasi trenta anni di collaborazione con diverse realtà carcerarie e numerosissimi dirigenti.

Pertanto, decide di SOSPENDERE OGNI RAPPORTO CON L’ATTUALE DIREZIONE E CON LA STRUTTURA.

Al C.D. preme manifestare la profonda amarezza per non essere stati messi nella condizione di essere utili alla popolazione detenuta come è sempre stato fatto gratuitamente e incessantemente (a partire con la sigla CSI) dal lontano 1985 e come lo si sta facendo tuttora in altre realtà vicine.

In merito alla richiesta formulata da codesta Direzione, con la nota priva di protocollo, del 24/04/2014 si rende noto che abbiamo già contattato la ditta specializzata (si tratta della CIMAV di Villafranca che a suo tempo provvide all’installazione) per ritirare le attrezzature di pasticceria.

Non appena avremo la disponibilità del tempo e dei mezzi della citata ditta sarà nostra cura precisare con quali mezzi e quali persone effettueremo il lavoro.

Con effetto immediato siamo invece pronti a ritirare il materiale di nostra proprietà nelle sale polivalenti (maschile e femminile).

Per fare ciò basterà la disponibilità di un paio di persone dell’associazione (che comunicheremo quanto prima), oltre alle necessarie attrezzature da elettricista ed al pulmino Volkswagen Transporter targato CK618FZ: attendiamo riscontro per l’autorizzazione all’accesso.

Lasciamo invece in dono altro materiale al quale non siamo stati in grado di trovare collocazione in altra struttura carceraria o di cura del disagio sociale.

Distinti saluti.

Verona, 14 maggio 2014

p. IL CONSIGLIO DIRETTIVO

PROGETTO CARCERE 663

IL PRESIDENTE

 
- PDF  | Stampa |  E-mail

SOSTIENI I NOSTRI PROGETTI!

DESTINA IL TUO 5 x MILLE PER I PROGETTI DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE.
NELL'APPOSITA SEZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI
mod. 730 e mod. 101 SCRIVI:

PROGETTO CARCERE 663
cod. fiscale 93067740238


CONVOCAZIONE ASSEMBLEA STRAORDINARIA

 

Cari amici,

il Consiglio Direttivo ritiene fondamentale attrezzarci per una svolta nella nostra associazione per fronteggiare la situazione che si è creata.

Ritiene pertanto indispensabile riunire un’assemblea straordinaria che è indetta

in prima convocazione il giorno 25 maggio 2014 alle ore 23.30 ed in seconda convocazione

IL GIORNO 27 MAGGIO 2014 ALLE ORE 20.45 presso

LA FONDAZIONE C.U.M. al Centro Monsignor Carraro in Lungadige Attiraglio 45

con il seguente ordine del giorno:

Relazione del presidente;

ratifica decisione del C.D: del 5 maggio;

modifiche statutarie (la proposta verrà inviata quanto prima);

varie ed eventuali.


Consci dell’importanza della presente comunicazione ed in attesa di incontrarci,

vi salutano i membri del consiglio direttivo.

 

aggiornamento-sito-da-23-marzo-a-10-maggio-2014


10 maggio: Partecipazione sempre a Vicenza all’esperienza dicace lungo del  Liceo Pigafetta - sezione musicale che offre ai detenuti un breve concerto. Grande esperienza da riproporre.


9 maggio: Carcere lungo col Liceo Martini a Vicenza.


6 maggio: riunione Consiglio Direttivo dell’associazione che prende importante decisione e convoca l’assemblea straordinaria dei soci.


5 maggio: decisa data e luogo di presentazione dell’iniziativa con le scuole Seghetti e la contemporanea presentazione del quarto volume “Studenti in carcere”. Vedere la locandina.


11 aprile: conclusione dei corsi in area vicentina, Bassano, Schio e Tezze.


9 aprile: conclusione del corso al Liceo Sportivo delle Seghetti ossia coloro che stanno realizzando il progetto del CSV “Percorsi didattici nella scuola”.


7 aprile: il presidente incontra, con oggetto il corso di pasticceria, presso la sede del Samaritano il referente del progetto stesso.Scopo è quello di cercare di superare i vari impasse che si sono via via presentati e che, al momento, impediscono l’avvio delle procedure per la realizzazione del corso stesso.

4 aprile: incontro con la Direttrice del carcere di Verona Montorio che tenta di convincerci come sia doveroso per la nostra associazione organizzare, per conto del progetto Esodo, un corso di pasticceria nella sezione maschile ma … senza usare le attrezzature che, nel corso degli anni con sacrifici e risparmi, siamo riusciti ad acquistare con lo scopo di fare dei corsi di pasticceria. La proposta ci lascia esterrefatti ma, promettiamo, nei prossimi giorni invieremo proposta che soddisfi i desideri della Direttrice.


25/28 marzo: continuano i corsi di Educazione alla legalità a Schio (Liceo Martini e Liceo Tron), Bassano del Grappa (ITI Fermi) e alle medie dei Tezze sul Brenta e Belvedere di Tezze.


24 marzo: incontro presso la sede della Fraternità per il centro di ascolto Domenico.


21 marzo: si conclude il corso di Educazione alla Legalità al Liceo Medi di Villafranca con un duplice incontro; prima le classi assistono alla proiezione di un film e, dopo l’intervallo, un’altra ora viene occupata da un’informazione dettagliata sulla situazione delle carceri con l’aiuto di un ex detenuto e si spazia sulle misure alternative assieme alla dottoressa Cacciatori dell’UEPE.


20 marzo: siamo all’ITI Fermi di Bassano del Grappa per il secondo incontro.


19 marzo: la sera si riunisce il Direttivo dell’associazione per fare il punto della situazione. La collaborazione col carcere di Verona si fa ogni giorno più difficile.


19 marzo: continua il corso al Liceo Tron di Schio.


18 MARZO: Conclusione del corso di Educazione alla Legalità al Liceo Brocchi di Bassano del Grappa.
Come sempre ragazzi molto attenti e impegnati.

 

 
attività dal 1 Gennaio al 23 marzo 2014 PDF  | Stampa |  E-mail

Attività dal 1 Gennaio al 23 marzo 2014

 

17 marzo: ancora un altro corso di Educazione alla Legalità alle scuole medie inferiori di Tezze sul Brenta e di Belvedere di Tezze dello stesso comprensivo. Grande partecipazione degli alunni di terza media. L’aiuto, sempre preciso e utile, ci viene sempre dalla dottoressa Volpato.

 

13 marzo: idem all’Itis Fermi di Bassano del Grappa.

 

12 marzo: inizia altro corso di Educazione alla Legalità al Liceo Tron di Schio.

 

11 marzo: presso la sede della Fraternità, incontro di tutte le realtà di volontariato carcerario promosso dalla Conferenza Regionale Volontari di Giustizia per mettere a fuoco le difficoltà crescenti che le associazioni incontrano ad operare nella struttura veronese. Il primo incontro, alla presenza del dott. Mazzi, presidente della Conferenza e della Garante dottoressa Forestan, si conclude con la mappatura delle iniziative in corso.

 

10 marzo: inizia il corso di Educazione alla Legalità al Liceo Martini di Schio.

 

8 marzo: ci viene rifiutato, per la prima volta nella nostra storia, un ingresso in carcere per una partita di pallavolo in sezione femminile in concomitanza della ricorrenza dell’8 marzo.

La scusa è che la giornata è stata festeggiata il giorno precedente.

Così le nostre detenute, nel giorno a loro dedicato, se ne restano da sole. Qualcuno, probabilmente, ne trae soddisfazione.

 

21 febbraio: nella sede del Samaritano incontro con i responsabili veronesi del Progetto Esodo.

Fanno ancora affidamento sulla nostra associazione e ci propongono di affidarci la cura di un corso di pasticceria nella sezione maschile di media durata con possibili ricadute professionali.

Un compito non facile ci attende, ma vedremo di portarlo a termine nel migliore dei modi.

Un solo rammarico: il nostro corso era nato nella sezione femminile e spostarlo al maschile non sarà facilissimo e ci dispiace che alle ragazze non venga, quest’anno, offerta questa possibilità.

 

20 febbraio: ci contatta un giovane studente di Scienze motorie di Padova. Vuole laurearsi con una tesi sull’attività sportiva in carcere e, da quanto vede sul web, nutre fiducia nelle nostre capacità. Speriamo di poterlo aiutare a fare una cosa utile per lui e per i detenuti ai quali, com’è ampiamente dimostrato, l’attività sportiva risulta essere molto utile. Solo qui a Verona la direzione sembra ignorare quasi del tutto la problematica.

 

14 febbraio: convegno in aula magna di giurisprudenza promosso dal Gruppo di Iniziativa Forense dal titolo “PER UNA NUOVA GIUSTIZIA POSSIBILE - UN PROGETTO PER LA CITTÀ”. Abbiamo la possibilità di sentire un avvocato, il dott. avv. Federico Lugoboni, Presidente Camera Penale Veronese chiamato a parlare di “Mediazione penale e giustizia riparativa: il ruolo dell’avvocato”,

che, con enfasi, rende noto al pubblico l’inizio dei tanto attesi incontri con le scuole, portando a contatto degli studenti persino un detenuto.

Beato lui: noi lo facciamo da quasi un quarto di secolo; quando cominciammo a fare quello che gli sembra d’aver inventato, frequentava ancora le scuole superiori (e se facesse uno sforzo di memoria siamo sicuri che la sua scuola già partecipava a “Carcere e Scuola”). In ogni caso si vede che non è nemmeno in grado di leggere il nostro quotidiano l’Arena che più volte, nel corso degli anni, ha pubblicato notizie in merito alle nostre iniziative.

 

5 febbraio: a Venezia il presidente è invitato da un’insegnante italiana, la prof.ssa Michela Pace dell’Università East London, ad illustrare la situazione carceraria italiana ad un gruppo di studenti britannici. Questi sono impegnati in laguna con un progetto europeo che coinvolge tre università per preparare un progetto di riqualificazione dell’area ex gasometro di Venezia.

Il motivo dell’interesse è che quest’area si trova proprio di fronte al carcere di S. Maria Maggiore e si è pensato ad una possibile riqualificazione che possa essere funzionale anche alla casa circondariale.

Grande impegno e grande soddisfazione da parte di tutti.

 

4 febbraio: Inizia il corso di Educazione alla Legalità al Liceo Medi di Villafranca; dopo altri tre incontri si terminerà il 21 marzo.

 

3 febbraio: comincia un gravoso impegno. Siamo stati chiamati dall’Istituto comprensivo di Torri di Quartesolo per svolgere un corso di Educazione alla Legalità, specifico per le scuole medie, in tutte e tre le sedi del comprensivo: Torri, Marola e Grumolo delle Abbadesse. Sono in tutto ben 12 incontri con una media di 60/70 ragazzi delle medie ognuno.

Ci affianca in questo compito la dottoressa Giuliana Volpato del CSI di Vicenza.

 

24 gennaio: altro corso di Educazione alla legalità al Liceo Brocchi di Bassano del Grappa.

La conclusione è prevista per il 18 marzo.

 

22 gennaio: incontro in carcere a Vicenza per la programmazione futura delle attività.

 

21 e 22 gennaio: riprendono i corsi alle Seghetti ed alle Canossiane.

 

16 gennaio: identica iniziativa per il Liceo Messedaglia e le Scuole alle Stimate di Verona.

Buona partecipazione agli incontri che si concluderanno il 6 febbraio.

 

13 gennaio: inizia altro corso di Educazione alla legalità al Liceo Roveggio di Cologna Veneta.

 

Anche in questo caso si terranno con regolarità i previsti incontri fino alla conclusione del corso il 10 febbraio.

 

10 gennaio: inizia un nuovo corso di Educazione alla legalità al Liceo Pigafetta di Vicenza. Seguiranno altre due lezioni nei giorni successivi ed il corso si concluderà il 1 febbraio alla presenza della dottoressa Angela Barbaglio, vice procuratore capo alla Procura della Repubblica di Verona.

 
ATTIVITA’ DAL 14 NOVEMBRE ALLA FINE DELL’ANNO PDF  | Stampa |  E-mail

 

ATTIVITA’ DAL 14 NOVEMBRE ALLA FINE DELL’ANNO

22 dicembre: concerto degli avvocati del foro di Verona che ha interessato sia i detenuti che partecipavano alla messa delle 09.00 che quelli che assistevano a quella delle 10.00. Due programmi che hanno suscitato l’entusiasmo dei presenti. Grande disponibilità dei nostri professionisti guidati da un bravissimo maestro nella persona del prof. Paolo De Zen.

21 dicembre: nel corso dell’ultimo ingresso prima delle vacanze dei ragazzi delle Seghetti si organizza, all’ultimo momento, un piccolo rinfresco con relativo scambio di auguri fra noi, i ragazzi e le numerose detenute che hanno partecipato.

Più di qualcuna ci ha chiesto come mai non facciamo la stessa cosa con le nostre ragazze che un tempo venivano sempre a giocare e a fare gli auguri.

Questo è quanto ha seminato la nuova dirigenza. Non abbiamo potuto rispondere perché il ruolo di volontari che rivestiamo non ci permette di fare polemiche ma la voglia sarebbe stata tanta…

16 dicembre: concerto in carcere degli orchestrali dell’Ente Lirico. Una volta lo organizzavamo noi, oggi siamo solo invitati…

13 dicembre: prima lezione di un nuovo corso al Liceo Brocchi di Bassano. La professoressa Moncecchi continua la sua opera con i propri allievi che lo scorso anno hanno prodotto una pregevole pubblicazione che poniamo a conclusione del volume che stiamo stampando. Fin che ci sono professori di questo genere la scuola italiana, pur fra le infinite difficoltà nelle quali si dibatte, non perderà importanza per lo sviluppo delle future generazioni. Grazie Elda!

11 dicembre: inizia il corso specifico per i ragazzi dello sportivo delle Seghetti. La prima lezione è ovviamente dedicata al carcere e alle sue problematiche. Abbiamo l’occasione di fare una nuova amicizia: un ex detenuto che ha apprezzato le nostre attività si rende disponibile a portare nelle varie scuole la propria esperienza. Bravo e grazie per il difficile compito che si è assunto.

10 dicembre: un convegno alla Gran Guardia per il compleanno della Fraternità è l’occasione per incontrare don Ciotti.

30 novembre: avvio del progetto con le scuole Seghetti di Verona – Liceo Sportivo che prevede un impegno degli allievi, coordinati dai loro professori, per un’attività fisico-sportiva da proporre alla popolazione detenuta di Montorio.

Il progetto è intitolato “Lo sport motore di solidarietà”.

Un plauso particolare va ai ragazzi dello sportivo che rinunciano al loro sabato “libero” per trascorrere alcune ore a servizio dei detenuti.

E’ questa l’unica attività che ci è stata concessa finora quest’anno e ne valeva proprio la pena.

28 novembre: assieme al CFP Canossiane elaboriamo un progetto per partecipare al nuovo bando regionale volto a finanziare attività di reinserimento per persone detenute o in esecuzione penale esterna. Partecipiamo per queste ultime solamente vista la situazione del carcere di Verona.

22 novembre: grande convegno di chiusura del triennio del Progetto Esodo al Teatro Ristori di Verona. Numerose le autorità partecipanti far le quali vogliamo citare il dott. Tamburino, capo del DAP, il dott. Buffa, capo del PRAP veneto il dott. Pavarin Presidente del tribunale di Sorveglianza di Venezia.

20 novembre: continuano i corsi di Educazione alla Legalità all’Istituto Remondini di Bassano del Grappa.

15 NOVEMBRE: GIORNATA NAZIONALE DI SENSIBILIZZAZIONE SCUOLA CARCERE.


 

 

 
« InizioPrec.123456Succ.Fine »

Pagina 1 di 6

Ultime notizie

I più letti

Sondaggi

Vorresti visitare un carcere?
 

Chi è online

 3 visitatori online

Sito sviluppato da caleuca.it Web per il sociale